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Storia

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Quella delle Banche di Credito Cooperativo è una storia lunga più di un secolo: dalla Rivoluzione Industriale di fine ‘800 agli stravolgimenti politici e sociali del ventesimo secolo, fino alle nuove sfide del millennio appena iniziato.

1883-1895

 

Il seme della cooperazione

La Rivoluzione Industriale mette in crisi l’economia agricola: per aiutare i contadini ad accedere al credito, Leone Wollemborg promuove la nascita della prima Cassa Rurale italiana a Loreggia, in provincia di Padova. Nasce una nuova forma di credito sul modello Raiffeisen, sviluppato in Germania, fondato sul localismo e su motivazioni etiche di ispirazione cristiana. 

primi del '900

I primi germogli

Il modello cooperativo cresce e si rafforza in tutte il territorio con la nascita di nuove Casse Rurali, che si dimostrano solide e capaci di resistere anche alla prima guerra mondiale.

1907

Istituzione della Cassa Rurale a Spello

A Spello l'istituzione di una Cassa rurale ebbe luogo “l'anno millenovecento sette, il giorno di domenica, primo del mese di settembre, in Spello, nella sagrestia di San Lorenzo Martire”, così appunto si legge nell'atto costitutivo cui parteciparono: 

  • don Luigi Prior Santarelli, fu Giovanmaria, sacerdote parroco (di S. Maria Maggiore);
  • Feliciano Tini, fu Domenico, negoziante possidente;
  • Giuseppe Lanna fu Antonio, addetto ferroviario;
  • Angelo Paris fu Francesco, possidente;
  • Francesco Pepponi fu Antonio, possidente;
  • Giuseppe Rambotti fu Antonio, ugualmente possidente;
  • Sebastiano Pepponi del fu Giuseppe, perito, possidente;
  • Francesco Paris fu Giovanmaria, bracciante, possidente;
  • Luigi fu Domenico Momi, negoziante, possidente;
  • rev. don Bernardo Angelini del vivo Angelo, sacerdote parroco (di San Lorenzo);
  • Antonio e Giovanni Tini del fu Vincenzo, agricoltori, possidenti;
  • Sante fu Giovanni Giachetti, calzolaio, possidente;
  • Pietro Baldaccini fu Gregorio, colono

Tutti nati e domiciliati a Spello.
Costoro, dinanzi al notaio Silvio Marchetti costituirono “una società in nome collettivo sotto la denominazione: Cassa rurale di prestiti San Felice, società cooperativa in nome Collettivo”.

La Cassa rurale era stata fondata, scriverà più tardi l'Angelini, “quando i tempi volgevano tutt'altro che propizi per un'istituzione cattolica. Ma i fondatori non si scoraggiarono. Essi erano piccoli proprietari i quali sentivano il bisogno di liberarsi dalla speculazione privata, non solo, ma sentivano ancora il bisogno di un indirizzo e di un mezzo che ne avesse valorizzate e stimolate l'energie produttrici, di un mezzo che avesse loro procacciato attrezzi e concimi agricoli, insomma sentivano il bisogno di giovare a se stessi, alla classe specialmente agricola e di giovare così anche all'economia nazionale. E con un atto che dimostra la illimitata fiducia da cui erano scambievolmente animati, fondendo in uno di loro singoli patrimoni, ne costituirono un corpo unico, perché avesse soddisfatto le comuni aspirazioni, garantendone in solido le operazioni. E alla loro società, al loro Istituto dettero il nome di San Felice. Nessun altro nome sarebbe stato più appropriato”.

1922-1945

Tentativi di sradicamento

Il fascismo cerca di sradicare il movimento cooperativo per assumere il controllo. La grande depressione del '29 e la seconda guerra mondiale lo indeboliscono ulteriormente.

1950-1970

La crescita post-ricostruzione

La rinascita cooperativa attraversa la voglia di riscatto del dopoguerra fino all’entusiasmo del boom economico degli anni ’60.

1970-2012

Sviluppo e consolidamento

Nascono le principali società di sistema a sostegno del credito cooperativo. Le Casse Rurali cambiano denominazione in Banche di Credito Cooperativo. Il Credito Cooperativo si conferma un modello solido e affidabile anche di fronte alla crisi globale dei mercati.

Oggi e domani

Le prossime sfide

L’obiettivo della riforma del Credito Cooperativo è ottenere un sistema più coeso ed efficiente, pur nell’autonomia delle singole banche. Il Nuovo Gruppo Bancario Cooperativo nasce dall’impegno di Cassa Centrale Banca e di molte Casse Rurali e Banche di Credito Cooperativo di tutta Italia. La volontà è continuare a valorizzare il territorio attraverso un’offerta attenta alle persone, secondo logiche di mutualità, condivisione e autonomia.